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L'accordo SPS tra Regno Unito e UE e il commercio di piante.

Regno Unito e Unione europea hanno concordato di creare un'area comune per la salute delle piante e degli animali. L'accordo non è ancora firmato, e le regole di frontiera per le piante restano quelle attuali fino alla sua entrata in vigore, prevista per metà 2027.

lo stato

Concordato in linea di principio nel 2025, ancora in negoziazione nel 2026.

L'accordo eliminerebbe i certificati fitosanitari e i controlli di frontiera per le piante tra Gran Bretagna e UE. A fine settembre 2026 il testo non è stato pubblicato e non c'è una data per la firma.

l'accordo

Cosa hanno concordato le due parti a maggio 2025.

Al primo vertice Regno Unito-UE del 19 maggio 2025 le due parti hanno adottato una "Common Understanding", un'intesa comune. Le impegna a negoziare un accordo sanitario e fitosanitario (SPS) che crea un'area comune per la salute delle piante, la salute animale e la sicurezza alimentare per la Gran Bretagna. È un impegno politico, non un trattato.

L'intesa fissa i termini principali. La Gran Bretagna seguirebbe le norme UE in queste materie attraverso l'allineamento dinamico: le regole britanniche si aggiornano quando cambiano quelle europee. È ammesso un breve elenco di eccezioni limitate, purché non abbassino gli standard e non danneggino le merci dell'UE. Le controversie andrebbero a un collegio arbitrale indipendente, con la Corte di giustizia dell'Unione europea come autorità finale sulle questioni di diritto UE. Il Regno Unito verserebbe un contributo finanziario ai costi sostenuti dall'UE in questo ambito. Nessuna cifra è stata pubblicata.

L'Irlanda del Nord mantiene l'assetto attuale previsto dal Windsor Framework. Secondo il governo britannico, l'accordo eliminerebbe anche la maggior parte dei requisiti per le piante che dalla Gran Bretagna vanno in Irlanda del Nord, perché le stesse regole varrebbero in tutto il Regno Unito.

Dall'intesa politica al testo firmato.

le tappe

Dall'intesa politica al testo firmato.

Il Consiglio dell'UE ha autorizzato la Commissione europea ad avviare i negoziati il 13 novembre 2025, e il primo round si è svolto a dicembre 2025. Il 9 marzo 2026 il governo britannico ha pubblicato l'elenco delle norme UE interessate. Per le piante l'elenco comprende il regolamento UE sulla sanità delle piante, il regolamento sui controlli ufficiali e le norme sul materiale di moltiplicazione.

Nel discorso del Re del 13 maggio 2026 il governo ha annunciato un European Partnership Bill, una legge che darà ai ministri i poteri per applicare l'accordo. A metà settembre la legge non era ancora stata presentata.

La firma era prevista al vertice Regno Unito-UE del 22 luglio 2026. Il vertice è stato rinviato dopo il cambio di Primo ministro a luglio. Secondo la Food Standards Agency i negoziati sono in fase avanzata. Il Primo ministro ha detto di sperare in un vertice entro la fine dell'anno, e la stampa di settore riporta che potrebbe slittare all'inizio del 2027. Il governo britannico indica ancora metà 2027 come data di entrata in vigore.

Come passano la frontiera le piante oggi.

fino ad allora

Come passano la frontiera le piante oggi.

Finché l'accordo non si applica, le piante provenienti dall'UE entrano in Gran Bretagna secondo il Border Target Operating Model. La maggior parte delle piante da impianto è considerata ad alto rischio. Ogni spedizione richiede un certificato fitosanitario emesso entro 13 giorni dalla spedizione e una prenotifica nel sistema britannico IPAFFS, almeno quattro ore lavorative prima dell'arrivo per il trasporto roll-on roll-off. Le piante ad alto rischio devono entrare da un porto o aeroporto con un posto di controllo frontaliero, dove si svolgono i controlli documentali, d'identità e fisici.

A Sevington, il posto di controllo per Dover e il tunnel della Manica, la Common User Charge è di 29 sterline per ogni riga di merce, con un massimo di 145 sterline per spedizione, che la merce venga ispezionata o no. Il governo britannico stima il costo di un certificato fitosanitario in circa 25 sterline, più tariffe di ispezione di almeno 127,60 sterline. La Horticultural Trades Association, l'associazione britannica del settore, riporta per alcune aziende aumenti dei costi di filiera fino al 25% da quando, nell'aprile 2024, i controlli sono passati ai posti di controllo frontalieri.

Queste regole restano invariate fino all'entrata in vigore dell'accordo. Le istruzioni attuali per l'importazione, aggiornate ad agosto 2026, non lo menzionano.

dopo l'accordo

Cosa cambierà per le piante secondo il governo britannico.

Il testo giuridico non è pubblicato: questi punti vengono dalle linee guida del governo per il settore florovivaistico, aggiornate a luglio 2026.

Niente certificati e niente controlli di frontiera tra Gran Bretagna e UE.

la frontiera

Niente certificati e niente controlli di frontiera tra Gran Bretagna e UE.

Secondo le linee guida del governo, i certificati fitosanitari non serviranno più per le piante che si muovono tra Gran Bretagna e UE, e i controlli di frontiera su questi movimenti cesseranno. Il passaporto delle piante UE sostituirà quello britannico, come già avviene negli scambi all'interno dell'UE. Le piante potranno entrare in Irlanda del Nord senza la Northern Ireland Plant Health Label.

Alcuni controlli restano. Su alcune piante continueranno ad applicarsi controlli successivi all'importazione, e servirà un nuovo sistema di notifica per le piante ad alto rischio importate dall'UE. Restano le dichiarazioni doganali e, per le specie protette, i permessi CITES. La Gran Bretagna si allineerà anche alle regole UE sulle importazioni dal resto del mondo, con più ispezioni su alcune piante di origine extra UE.

Per i produttori britannici, le linee guida prevedono ispezioni aggiuntive durante la stagione vegetativa 2026 per soddisfare i requisiti del passaporto UE nel 2027, senza costi prima dell'entrata in vigore dell'accordo. La HTA prevede che i posti di controllo frontalieri dedicati alle piante europee non saranno più necessari e osserva che non è stato annunciato alcun indennizzo per i gestori.

La questione aperta per le piante mediterranee.

olivi e Xylella

La questione aperta per le piante mediterranee.

Dal 2021 la Gran Bretagna applica alle principali piante ospiti di Xylella fastidiosa regole di importazione più severe di quelle UE: tra queste olivo, mandorlo, lavanda, rosmarino, oleandro e Polygala myrtifolia. La Xylella non è presente nel Regno Unito. Il Defra, il ministero britannico dell'ambiente e dell'agricoltura, indica l'olivo tra gli ospiti più colpiti e invita gli acquirenti a valutare con attenzione la provenienza delle piante ospiti da Francia, Italia e Spagna.

La HTA prevede che il Regno Unito manterrà queste regole come misura nazionale anche dopo l'allineamento, dato che il paese è indenne dalla malattia. Il governo non lo ha confermato e i dettagli delle eccezioni non sono stati pubblicati. La HTA osserva inoltre che gli elenchi britannico ed europeo degli organismi nocivi ad alto rischio hanno in comune solo sette voci, e non si sa ancora come verranno armonizzati.

La storia recente spiega l'attenzione. Nel 2024 alcune spedizioni di piante ornamentali rustiche dall'Italia sono state bloccate alla frontiera dopo il ritrovamento della cicalina Pochazia shantungensis, e molti carichi sono stati distrutti. A maggio 2025 il gruppo di valutazione del rischio del Defra ha concluso che l'insetto non può insediarsi all'aperto nel Regno Unito e ha raccomandato di non adottare misure obbligatorie. Secondo l'Ambasciata d'Italia a Londra, l'export florovivaistico italiano verso il Regno Unito è stato di 43 milioni di euro nel 2025, per la maggior parte piante ornamentali da esterno.

Al momento restano aperti diversi punti:

  • La data della firma. Non è stata fissata una data per il vertice. Le ipotesi vanno dalla fine del 2026 all'inizio del 2027.
  • La data di entrata in vigore. Il governo indica ancora metà 2027. Non è chiaro se il ritardo nella firma la sposterà.
  • Eccezioni e periodi transitori. Il Defra aveva previsto di pubblicarne i dettagli nell'estate 2026. A fine settembre non erano ancora disponibili.
  • Il nuovo sistema di notifica per le piante ad alto rischio provenienti dall'UE. Non se ne conosce ancora la struttura.
  • Il passaporto delle piante. Formato, registrazione e tempi del passaggio al passaporto UE non sono stati pubblicati.
  • Terra e substrati. Nessun documento ufficiale descrive cosa cambierà.
Cosa chiedono oggi le linee guida alle aziende.

nel frattempo

Cosa chiedono oggi le linee guida alle aziende.

La posizione del governo britannico è che per ora le aziende non devono fare cambiamenti dettagliati. Il Defra ha annunciato istruzioni operative e strumenti pratici dopo la conclusione dell'accordo.

Fino ad allora, ogni spedizione di piante dall'UE verso la Gran Bretagna continua a viaggiare con le regole attuali: certificato fitosanitario, prenotifica e controlli al posto di frontiera. Secondo la HTA i suoi associati importano dall'UE piante e alberi per circa 750 milioni di sterline all'anno, e circa l'80% degli associati importa materiale vegetale. Per i vivai italiani che esportano nel Regno Unito, il cambiamento pratico sarà probabilmente il passaggio dal certificato fitosanitario al passaporto delle piante come documento principale, come già avviene tra gli Stati membri dell'UE.

in atlas core

I documenti di frontiera in Atlas Core.

Atlas Core genera a livello di lotto i passaporti delle piante UE, britannici e svizzeri, insieme ai codici fitosanitari EPPO, a partire dai dati che il vivaio già registra. I dati del passaporto restano legati al lotto mentre si sposta nel vivaio e arriva al cliente.

Per le spedizioni verso la Gran Bretagna, i documenti richiesti alla frontiera vengono generati direttamente sulla consegna. Atlas Core prepara il file delle merci per IPAFFS nel modello del Defra, pronto per essere caricato dall'importatore come prenotifica, e la fattura commerciale per la dogana, con codici doganali, paese di origine, pesi netti e lordi, colli, Incoterm e numeri EORI di entrambe le parti. Entrambi i documenti restano archiviati sulla consegna e da lì si possono inviare al cliente o al suo spedizioniere doganale. Un vivaio che importa piante può preparare lo stesso file IPAFFS dall'ordine di acquisto.

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