Il lavoro in vivaio comprende attività molto diverse. Invasatura, spaziatura, potatura, raccolta e carico hanno ciascuno i propri metodi. Il metodo giusto cambia anche con la pianta e con il periodo dell'anno.
La conoscenza delle piante richiede tempo. Molte varietà si somigliano, soprattutto quando non sono in fiore. Distinguere due cultivar simili si impara con l'esperienza.
La lingua è un altro ostacolo. Le squadre stagionali comprendono spesso persone di più paesi, e le istruzioni date in fretta in una lingua possono non arrivare a tutti. Penn State Extension raccomanda manuali bilingue e regole scritte nelle lingue madri dei lavoratori.
In quasi tutti i vivai la formazione segue uno schema noto. Il nuovo addetto affianca per un giorno o due un collega esperto, e il responsabile fa un breve giro del sito. Il resto si impara lavorando.
Il metodo funziona quando il personale esperto ha tempo per insegnare. In alta stagione di rado ce l'ha, e i nuovi imparano per tentativi ed errori. I responsabili sono anche le persone che pianificano la giornata, controllano la qualità e seguono i clienti, quindi la formazione compete con ogni altra attività.
Il ricambio durante la stagione aumenta l'impegno. Alcuni lavoratori se ne vanno dopo poche settimane per altri impieghi o tornano a casa in anticipo. Ogni sostituto ricomincia la formazione dal primo giorno.
I lavoratori che tornano fanno la differenza maggiore. Molti vivai invitano ogni anno il personale stagionale più valido. Chi torna conosce già il sito, le colture e le routine, quindi i tempi di formazione si accorciano a ogni stagione.
Anche il riscontro conta. Penn State Extension consiglia di sentire i nuovi assunti alla fine del primo giorno e della prima settimana.