Nessuno sceglie il vendor lock-in. Non è una riga del contratto che ti è sfuggita; si accumula in silenzio, nella forma in cui il software conserva ciò che gli affidi. Dopo cinque anni il tuo catalogo, i tuoi clienti, lo storico delle giacenze, le fatture e i passaporti vivono tutti dentro il sistema di un'unica azienda, e la domanda se potresti mai riaverli indietro non è mai stata posta, perché tutto funzionava.
Poi qualcosa cambia. Il fornitore viene acquisito e il prodotto va "in pensione". Il prezzo triplica. La roadmap punta in una direzione che non ti serve. All'improvviso l'unica cosa che conta è l'unica che non hai mai verificato: puoi andartene, e cosa ti porti dietro quando lo fai?
Per la maggior parte dei software gestionali la risposta onesta è "non facilmente". I dati stanno in una forma che solo l'app del fornitore capisce; l'esportazione è uno screenshot o un PDF; gli archivi veri, quelli strutturati e leggibili da una macchina, non escono mai dall'edificio. Questo è il lock-in: nessuna clausola malevola, solo una porta che si apre verso l'interno. Il rimedio è porre, prima di firmare, le domande che altrimenti faresti solo nel momento della crisi.