Togli di mezzo il marketing e ogni sistema gestionale archivia i propri dati in uno di due tipi di luogo. Il primo è una macchina che possiedi e di cui ti occupi: il computer fisso sotto la scrivania dell'ufficio, il laptop nella borsa del responsabile, il vecchio server che ronza in uno sgabuzzino. È tuo, è dentro l'edificio, e tutto ciò che capita a quell'edificio capita anche a lui: il blackout, il caldo, la polvere, il furto, il giorno in cui nessuno si è ricordato di farne il backup.
Il secondo è un server gestito, un computer amministrato in modo professionale dentro un data center costruito apposta, accudito da un team il cui unico lavoro è tenerlo alimentato, raffreddato, protetto e online. Non lo vedi mai e non devi mai pensarci. È questo che intendono le persone, sotto tutta quella vaghezza, quando dicono "il cloud".
Il software gestionale ospitato in cloud vive saldamente nel secondo posto: i tuoi registri risiedono su un'infrastruttura gestita, non su una macchina nel tuo ufficio. Il coltivatore ottiene un sistema raggiungibile tramite un browser; il lavoro duro e poco glamour di far girare il computer che ci sta dietro è ormai un problema di qualcun altro.